La flora del Parco Regionale dei Sassi
Dai castagni alle querce, dall’erica alla betulla fino all’ippocastano Sofia
Salendo sul Sasso della Croce si incontra l’Erica Arborea.
Ha minuscole foglie strette e in primavera dà origine ad una profumata fioritura rosata. Forma estesi cespugli legati alla roccia arenaria dei Sassi. Questo arbusto, sebbene sia tipico della macchia mediterranea, si trova in questo territorio in seguito allo spostamento delle placche terrestri, che ha provocato un capovolgimento climatico, e ha permesso ad alcune specie tipiche di un particolare ambiente di adattarsi a un altro.
Il susseguirsi delle diverse fasi climatiche nel corso dei millenni ha permesso ad alcune piante tipiche dei climi miti mediterranei di colonizzare il nostro territorio e viceversa specie tipiche di climi molto più freddi, hanno trovato da noi un habitat favorevole.
Ad esempio, nel territorio di Zocca, nelle vicinanze del Museo del Castagno e del Borlengo, c’è il caratteristico Bosco delle Betulle, tipica pianta dei paesi nordici.
Nei luoghi asciutti e assolati del Parco, soprattutto quelli esposti a sud e con maggior pendenza, c’è una massiccia presenza della Roverella, una varietà di quercia. I frutti sono ghiande di forma allungata e ovale circondate per metà dalla tipica cupola di squame. Foglie e ghiande si distinguono dalle altre querce per la peluria che ricopre i piccioli e la parte inferiore delle foglie.
Nel Parco sono presenti boschi di Castagno. Non è una pianta autoctona ed è presente grazie alla paziente opera dell’uomo che ne ha favorito l’impianto soprattutto sui versanti occupati dai querceti. È una pianta conosciuta fin dai tempi dei Greci e dei Romani. Matilde di Canossa ne diffuse la coltivazione nel nostro Appennino. La disposizione dei castagni in filari è infatti nota come impianto matildico. Le castagne erano il nutrimento dei contadini montanari e per questo il castagno fu anche definito albero del pane.
Le castagne sono contenute nel riccio o cupola, struttura spinosa e protettiva. Se il castagno viene coltivato e modificato con successivi innesti che ne migliorano la qualità, si parla di Marrone.
Ci sono varie differenze tra castagna e marrone.
Prima di tutto il colore, che nella castagna è bruno scuro mentre nel marrone è più chiaro. Inoltre il riccio di castagno può contenere 3 o più castagne, mentre il marrone 1 o al massimo 3. La pellicola che avvolge la polpa e la separa dalla buccia è più difficile da rimuovere nella castagna perché penetra all’interno, mentre nel marrone si toglie più facilmente perché non penetra nella polpa.
Queste sono solo alcune delle numerose specie vegetali presenti nel nostro territorio ma non possiamo non citare una pianta secolare tra le più belle in Italia, l’Ippocastano Sofia. Si trova a Roccamalatina, frazione del Comune di Guiglia. Ha forme gigantesche e maestose, una chioma di circa 30 metri di diametro e una circonferenza del tronco di oltre 4 metri. Per la sua imponente bellezza fu chiamata appunto Sofia, in omaggio all’attrice Sophia Loren.